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Cut the Canvas Designfashion blog&design

 

http://michiformi.wordpress.com

 

  Casa dell’Artista Piazza R. Pinin 3  14037 Portacomaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://twitter.com/#!/CutCanvasDesign/status/200885252200206336/photo/1

 

 

 

 

 

 

 

    OLIVIA ANSALDI@PORTACOMARO

 

Temporary art-shop 18 – 20 maggio 2012

 

 

Olivia Ansaldi si è diplomata all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino,

nel Corso di Pittura e ha partecipato alle Biennali dei Giovani Artisti di Madrid

e Salonicco nella sezione Fotografia.

E' entrata nel mondo lavorativo come stilista tessile, prima in Piemonte e poi

a Como.

Successivamente, a Como, ha aperto uno studio di textile design, creando

a mano, su seta; in collaborazione con seterie comasche e varie ditte tessili

in Europa e Stati Uniti

 

Da più di 10 anni è tornata in Piemonte e la sua occupazione principale è

diventata la creazione e realizzazione di capi di abbigliamento femminile,

 pezzi unici nei quali mixa i tessuti comaschi con

altri di arredo e dettagli antichi, ritingendo e "lavorando a mano" la seta,

trattata come una "base"

 di partenza.

 

I dipinti e i "personaggi" che assembla con oggetti di recupero, fanno parte

del Suo mondo fantastico, tra il giocoso e il terapeutico e la accompagnano

da sempre da città in città e di casa in casa

In questa occasione, presenta una serie di sue creazioni, fra arte e design..

 

                                    

 

 

 

 

 

 Casa dell’Artista Piazza R. Pinin 3  14037 Portacomaro

http://edizioni.lastampa.it/asti/articolo/lstp/6013/

 

http://www.swide.com/luxury-magazine/Faces/Artists/the-neorealism-photography-of-mario-ingrosso-italy-during-the-fifties-and-the-sixties/2012/4/28

 

 

http://www.luomoconlavaligia.it/frammento-del-neorealismo-italiano.html

 

http://www.youblisher.com/p/281069-Mario-Ingrosso-at-casa-dell-artista/

http://www.astigiando.it/event/mario-ingrosso-neorealismo/

 

                                                                                 http://www.arte.go.it/eventi/2012/e_0806.htm

                                                           

Simone Edoardo Paluan e Michele Formiglio presentato

“Neorealismo” fotografie di Mario Ingrosso dal 29/04 al 13/05 dalle ore 15,30 alle ore 18,00

                             

 

                   

 

                                                        catalogo Lorenzo Fornaca Editore

  

 

 

 

 

 

I lavori di Mario Ingrosso hanno fatto il giro del mondo; famosi i suoi volti divenuti ormai un classico della fotografia reportage. Da Tokyo a New York, da Parigi a Milano, nell’ambito di importanti mostre fotografiche e gallerie, Ingrosso firma opere d’arte, non riusciamo a definire altrimenti certi suoi lavori. Ragnatele di rughe, intagli nel legno, smorfie dignitose  di donne che ispirano ancora bellezza. Ritratti memorabili di donne del sud, colme di un fascino antico e severo. Le donne di Frusci, Apricena ne sono esempio eloquente. Ingrosso ci fa sentire la loro storia, mostra l’avvenenza nascosta da scialli, foulard e lunghe gonne. Bimbe e donne in età da marito, appoggiate allo stipite corroso della porta e anche vecchie, tutte belle e stupefacenti, interpreti di vite antiche.

E poi bambini che si rincorrono per le vie di Pisticci nel 1964 con la macchinetta per lo spray anti zanzare.  I suoi servizi diventano storia e racconto di sconvolgimenti sociali.

 

Molte delle sue immagini, soprattutto quelle del periodo “neorealista” sono autentici capolavori.

Poi l’obiettivo si è spostato e ha ripreso altri soggetti. Non più la riarsa corona di colline attorno a Pisticci, né l’eterna attesa di muli e asini sulla piazza dei mercati del Sud, ma l’architettura di paesaggi cittadini, industriali e commerciali. Il rigore delle linee, la nuova geometria del disegno creano habitat diversi, realizzati dal vetro cemento, dall’alluminio e dal cristallo.

Sono i nuovi paesaggi e il dedalo moderno non privo di suggestione e di eleganza. Qui non si raccoglie fieno, non si va in processione col santo, né i mocciosi giocano per strada, i porcelli non vanno più al macello.  Qui domina il futuro senza compromesso. Il contrasto fra tradizione e modernità, fra dimensione agreste e industriale è più stridente, clamoroso. In questi paesaggi, nel loro ambito asettico e formalmente elegante l’uomo viene inghiottito dalla struttura, diventa funzione del paesaggio. E la sua assenza stride e fa riflettere.

 

Nelle sue immagini non ci sono forzature estetiche né interpretazioni. L’immagine è cronaca, è il reale, ciò che si vede, senza cornice alcuna. La grandezza di questo genere di fotografie risiede nella loro autenticità. In una realtà che si lascia cogliere sono i visi che parlano, le indimenticabili sequenze di paesini del sud, di volti di donne e bambini. Un’Italia intensa, vera, tradizionale. Ingrosso è riuscito a cogliere l’essenza di quel mondo, crediamo definitivamente perduto. La poesia di Ingrosso ha la robustezza della cronaca, della vita quotidiana; di vite vere che narrano la Storia.

 

Mario Ingrosso fotografa ancora oggi e continua a stupire regalandoci emozioni.  La sua è una vocazione senza equivoci, espressa attraverso una vita di lavoro dietro macchina fotografica, obiettivi e camera oscura. Parecchie delle sue opere, infatti, provengono dal suo laboratorio di stampa.

Fare reportage non è semplice. Occorrono capacità di analisi, sintesi, sensibilità, discrezione e un minimo di sfrontatezza. Tutte doti che i veri reporter posseggono nel loro bagaglio. Ma nei lavori di Ingrosso c’è qualcosa in più. C’è una trama che si fa soggetto autonomo e poi storico.

C’è l’introduzione al riarso paesaggio di Pisticci con le sue colline bruciate e la geometrica sequenza di case tutte eguali, c’è lo svolgimento di un’indagine  sempre prudente, che rifiuta effetti speciali. 

C’è la realtà così com’è, anzi, com’era, di un’Italia ancestrale, tradizionale nel senso più profondo; la fissità degli sguardi dei villani, sulla soglia delle case di Frusci, rotti dalla fatica, quasi mitici, nel richiamo di un tempo sempre eguale a se stesso. 

È ancora il caso del dio Vulcano che affiora nell’antro della sua fucina sotto le spoglie di un fabbro - si era a Miglionico nel 1963.

Nonna e nipotina che preparano la conserva: e qui lo scatto assume il valore di un ritratto psicologico; ritratto di ambiente, storia, un quadro di relazioni  parentali ben definite come per il gruppo di donne di tutte le età sull’uscio sgangherato della loro abitazione. Stanno pulendo peperoni e melanzane, Accadeva nel 1955 in un paesino della Puglia. I vecchi contadini con la coppola che fanno salotto a Monte Sant’ Angelo nel 1963. Volti consumati, sornioni, ricchi di vita trascorsa, ancora pieni di vitalità. E poi davanti alle facce scavate nel legno di alcune donne si rimane allibiti. Hanno una forza evocativa potente, che racconta le fatica della carne, lo sforzo sempre uguale, durissimo di vite trascorse sui campi a zappare, seminare, mietere e raccogliere. E poi bambini che si rincorrono per le vie di Pisticci nel 1964 con la macchinetta per lo spray anti zanzare.

Non sappiamo se l’uomo che sputa fuoco e che spezza catene sia un immigrato di quelle terre, molto probabilmente sì. 

Le immagini dei clown del circo Darix Togni risalgono a poco prima la distruzione del circo stesso provocato da un incendio.  Fantasmi, testimoni di mondi svaniti.

 

Decine sono i servizi realizzati da Mario Ingrosso a documentare luoghi, momenti di festa, processioni e sagre. Al centro c’è sempre l’uomo e il suo ambiente, trattati con eguale sensibilità e rispetto, senza indulgere a effetti speciali o a riprese spettacolari. È la forza della grande fotografia documentario, che preferisce far parlare il soggetto, in tutta la sua originalità.

Poi l’obiettivo si è spostato e ha ripreso altri soggetti. Non più la riarsa corona di colline attorno a Pisticci, né l’eterna attesa di muli e asini sulla piazza dei mercati del Sud, ma l’architettura di paesaggi cittadini, industriali e commerciali. Il rigore delle linee, la nuova geometria del disegno creano habitat diversi, realizzati dal vetro cemento, dall’alluminio e dal cristallo.

 

Questo e altro ancora ci dice la fotografia di Mario Ingrosso che si dipana attraverso immagini di straordinaria suggestione ed espressività. Una lezione di stile, di grande fotografia, con servizi che comprendono i raduni dei figli dei fiori e le ricerche dentro gli scheletri delle fabbriche abbandonate del nord.

 

Mario Ingrosso nasce ad Asti nel 1935, risiede a Milano. Inizia a fotografare negli anni Cinquanta partecipando a diverse mostre nazionali e internazionali, riscontrando immediato successo. Partecipa all’esposizione nel 1960 alla sesta biennale internazionale di Pescara. Espone  fotografie in bianco e nero presso mostre collettive in numerose città italiane, a Bruxelles e Berlino.

Ha collaborato con Edizioni PERUZZO, Touring Club Italia, editrice BONECHI,  SE.DI. CO Libraria di Lorenzo Fornaca, PERUZZO, Bell’Italia. Diversi i portfolio pubblicati da Pentax Family  Tutti FOTOGRAFI.

Numerose sue immagini si trovano presso le gallerie KEIT DE LELLIS NEW YORK - STEVAN KASHER  NEW YORK - MUSEO DELLA FOTOGRAFIA DI SAN DIEGO CALIFORNIA -  MUSEO DI ARTE MODERNA DI HOUSTON, questo museo dispone di decine di immagini sulla festa di San Rocco a Tolve nel sud Italia,  UNIVERSITA’ DELLA PENNSILVANYA,  al CENTRO DELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE di  BIBBIENA sono custodite decine di sue fotografie in bianco e nero.  Dal 2004 numerose sue immagini in bianco e nero fanno parte della mostra itinerante sul NEOREALISMO ITALIANO. Nel marzo 2010 espone alla MOSTRA INTERNAZIONALE  PERLE DI CARTA A TORINO.

Le sue fotografie hanno inspirato il tema vincitore, redatto da Edoardo Simone Paluan, del prestigioso Robert F. Kennedy Europe High School and University Journalism Award 2011. Un servizio ambientato in un campo Rom di Milano.

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

                                  Manu Brambatti illustred Cut the Canvas Design

Nelle mie decisioni, sul lavoro e non, lascio spesso parlare l'istinto. Troppi ragionamenti, elucubrazioni, ripensamenti alla fine sviano da quella che è la prima sensazione. E si sbaglia. Elogio dell'istinto? Sì, forse, ma soprattutto elogio del lasciare parlare la parte più irrazionale di se stessi.
Non tutto quello che è studiato a tavolino, che segue le regole di mercato o i gusti vigenti è la scelta giusta. Magari quei codici valgono sino a poco attimi prima di intuire una soluzione alternativa e comunque sono convinto che tutte le regole possono cambiare secondo i tempi e le situazioni.
L'istinto è irrazionale, è l'opposto del pre-organizzato.
È impulsivo e spesso creativo. Ci sono persone che non hanno cultura ma istintivamente, per oscuri motivi, capiscono opere d'arte o film incomprensibili ai "preparati

                                                         Il design ecologico adotta tra le sue materie prime con il maggiore potenziale “creativo” una serie di materiali ed oggetti considerati di scarto oppure fino ad ora mai usati per creare oggetti di design. L’”arte povera” contemporanea si basa su una filosofia creativa simile. Questo tipo di creatività trova un modello di autentica ispirazione nella capacità delle popolazioni più povere di ri-utilizzare gli oggetti diventati vecchi e inservibili, trasformandoli in oggetti nuovi con funzioni nuove

Si pensi ad esempio al copertone della bicicletta che diventa una suola per le pantofole o alle lattine dell’olio per automobile che si trasformano in macchinine ed aeroplani colorati. E’ un modo per allungare il più possibile la durata dei propri beni. Tra queste cosiddette “materie prime seconde” troviamo scarti di produzioni industriali, quasi sempre manufatti dalla forma già ben definita.

uesto perché oggi la maggior parte degli oggetti viene realizzata con tagli e lavorazioni a macchina molto precisi che producono scarti altrettanto perfetti. Questi scarti, invece di diventare rifiuti ingombranti, vengono riutilizzati dai designer ecologici per creare nuovi oggetti di uso quotidiano.

Il progetto di Cut the Canvas Design si pone proprio nell’ottica di questo concept realizzando una serie di prodotti artigianali avvalendosi esclusivamente di materiale giunti a fine ciclo, scarti di produzioni industriali destinati allo smaltimento.
Questo materiale interamente recuperato, diventa la base per creazioni uniche e sartoriali.
Dopo una prima fase progettuale, il pvc viene pulito, tagliato e trasformato in eco-borse colorate e resistenti dal sapore art-vintage ed eco-fashion..
Cominciai nel 2009 a lavorare a questo progetto non nuovo nella filosofia delle ”3R”, realizzando ecoborse con teloni di recupero.

Sembravano “molto nuove” ed ero molto eccitato nel realizzarle: avevo la sensazione di creare qualcosa di artisticamente nuovo e piacevole.
Oggi a distanza di un anno, il processo creativo di progettazione e costruzione dei miei lavori è cambiato e cambia ogni qualvolta mi siedo al tavolo di lavoro e trasferisco su carta gli spunti per un nuovo progetto.
La sensazione è quella di dipingere  una tela, di realizzare un quadro, il risultato è così personale che sono molto geloso dell’opera.
Un grosso pensiero va a mio padre vera anima ispiratrice di Cut The Canvas Design:
lui che per anni ha realizzato grandi lavori, trasferendomi l’arte di fare e di rifare.

 

             http://www.youngdesigner.it/?s=cut+the+canvas+design

 

 

 

 

 

Collage di Picnik.portacomaro1.jpg

                                                            Casa dell'Artista Via Dante Portacomato 

                                                            

                                                                               

  

La Stampa 11.1.2012

 

Programmaticamente tesa a costituire un punto di riferimento per la promozione di beni di interesse artistico e storico,lo spazio espositivo Casa dell’ARTista promuove cultura e arte, design e artigianato.

Casa dell’ARTista - frutto del sodalizio artistico tra Michi Formiglio ART e l’Associazione Culturale Gente & Paesi  – sorge a Portacomaro in uno dei piu' antichi  palazzi nel cuore dell’antico ricetto del paese.
I locali della galleria si sviluppano su tre livelli per un'estensione di circa 300 mtq, conservando inalterato il fascino degli antichi edifici del passato in sapiente abbinamento con le piu' moderne esigenze galleristiche.
Intento dichiarato e' quello di creare uno spazio polifunzionale che, oltre ad ospitare importanti eventi espositivi in collaborazione con artisti, si proponga quale luogo di incontro e di discussione sull’arte e design nei suoi diversi stili, temi e forme artistiche.
Casa dell’ARTista ospita una libreria specializzata in edizioni d’arte, servita da un'elegante area riservata alla consultazione dei testi e all'accoglienza dei visitatorii

 

Investiamo sull’arte in tutte le sue sfaccettature, alimentiamo un nuovo fervore artistico e organizzativo per scuotere il panorama culturale locale e risvegliarlo da uno stato di torpore provinciale sempre più al limite. Ci piacerebbe condividere con voi questa esperienza. Ci piacerebbe partecipaste come protagonisti o come spettatori, in ogni caso per godere insieme di questa piccola rivoluzione. L’arte è movimento, cambiamento e innovazione: muovendo da modelli e schemi consolidati, senza dimenticare ciò che ci lega al passato e alle nostre radici, cerchiamo un rinnovamento delle forme e delle modalità espressive Casa dell’Artista si propone come nuovo spazio espositivo.

 

 

 

 

 

 

                            Popup Shop & Tube – ARONA, giugno 2011

 

 

 

 

 Quartiere San Salvario Torino 2-6-novembre 2011 Distretto Moda Via Giocosa 20

 

 

   Follow us event @casadellARTista

 Casa dell’Artista Piazza R. Pinin 3  14037 Portacomaro

 

 

AnimalberidiBeppeSanna@CasadellARTista

                                                                                                                   

 

www.animalberi.blogspot.com

info@micheleformiglio.net

 

 

                  

 

 

La Stampa 25.2.2012

 

 

 

 

 

                               La poltrona d’erba – The grass armchair , designed by Nucleo segnalata al XIX premio compasso d’oro ADI

                                              Progetto di Andrea Sanna e Giorgio Robino, in esposizione alla Casa dell’ARTista di Portacomaro

 

 

 

 

Ha già dieci anni ma non li dimostra!
È la poltrona da giardino
Terra“, più che un arredo un’idea, più che una proposta una provocazione.

Non è nient’altro che uno scheletro di cartone da riempire di terra sulla quale piantare i semi forniti con il kit.

Si annaffia, si aspetta, e dopo qualche settimana un prato a forma di poltrona si materializzerà in giardino!

Un progetto sorprendente e geniale, vincitore, tra l’altro, del XIX Compasso d’Oro, prestigioso riconoscimento destinato al design italiano.

www. andreasanna.net

 

 

 

 

                                    

 

press office

 

Exibart=

 

                                                                                                                       blogstreetwire

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     Casa dell’Artista Piazza R. Pinin 3  14037 Portacomaro

                                                                                               

           WeekDesign@CasadellARTista

Hanno esposto nella settimana weekdesign@portacomaro dal 11 al 25 settembre, StudioAta arch.associati Torino, Riluci,SupraDesign arch.associati Torino, Acquacaldadesign (torino), Alicucio Arcangelo Favata designer, Silvio Zangarini fotografo, Eva Reguzzoni painter, arch.Salva Garipoli per gentile concessione di Silvia Garipoli, Rossana Turri, Roberto Basso pittore

 

 Casa dell’Artista Piazza R. Pinin 3  14037 Portacomaro

      ManuelaBrambatti@CasadellARTista

         Piazza Roggero Pinin 3

             Portacomaro

         Dal 20/11 al 11/12/ 2011

     

                       

 

 

                          

            La Stampa 19/11/2011                                                                           La nuova Provincia 15/11/2011                                              

 

 

 

L’Associazione culturale  Gente & Paesi è lieta di ospitare nella sede espositiva “ Casa Dell’ Artista” i disegni di Manuela Brambatti

Nel processo di sviluppo dello spazio espositivo, Michi Formiglio di Cut the Canvas Design continua la ricerca di nuove ed interessanti espressioni artistiche fra arte e  design.

Manuela Brambatti, non ultima nel mondo dell’arte, espone 33 disegni per un interessante percorso come collaboratrice dell’ufficio stile della maison Versace, trent’anni a fianco dello scomparso stilista a cui dedica questa mostra dal titolo “I sogni che ho condiviso con Gianni; un omaggio al suo ricordo”.

Ma chi è Manuela Brambatti per gli amici Manu.

Manuela Brambatti nasce nel 1961 ed  approda nel mondo della moda sul finire degli anni "70 come collaboratrice negli Uffici Stile e come illustratrice per riviste del settore. Collabora con diversi stilisti, Krizia, Gian Marco Venturi , Giorgio Correggiari, ma la sua esperienza più importante e incisiva è l’incontro con Gianni Versace  Dipendente e/o collaboratrice in esclusiva  della maison Versace dal 1981 al 2009, Manuela, ha contribuito a livello di disegno/creativo dell’Ufficio Stile  per le collezioni Donna Pret-a-Porter e successivamente  Atelier, teatro, accessori, bimbi, Vip, illustrazioni e, negli ultimi anni, la Home Collection.  Attualmente libera professionista,collabora con alcuni giovani stilisti contemporanei e case di gioielleria. Parallelamente, si dedica alla sua passione illustrativa/figurativa portandola così ad esprimere liberamente il suo potenziale creativo. Lo scorso marzo è stata protagonista di una personale dedicata a Gianni Versace “ I sogni che ho condiviso con Gianni: un omaggio al suo ricordo”, The Hub Hotel ,Milano. Sempre nel 2011 ha partecipato alla mostra “Il Teatro alla Moda” prima ai Musei Mazzucchelli di Brescia e poi a Palazzo Morando, museo del Costume di Milano.

Manuela Brambatti, la  fashion designer collaboratrice di Gianni Versace negli anni d’oro del suo Impero della Medusa, dedica finalmente una piccola ma delicata e sentita esposizione al lavoro svolto a fianco del prematuramente scomparso stilista calabrese e in omaggio ad un sodalizio umano e professionale che ancora viene ricordato con ammirazione da molti.

Aggiungiamo il termine” finalmente” perché da anni gli ammiratori di questa splendida artista, nonché i nostalgici di quell’aureo periodo della Moda Italiana, desideravano tornare ad immergersi, anche solo per l’illusione di un momento, nella visione bella e ricca di quei bozzetti che, dalle pagine dei tanti e bei libri scritti da Versace negli anni Ottanta e Novanta, occhieggiano tutt’oggi più moderni che mai.

I suoi disegni sono presenti su libri d’Arte come “Versace Teatro “ ed. Franco Maria Ricci.

In mostra i suoi disegni  ‘omaggio al ricordo di Gianni’ dal 20 novembre al 5 dicembre alla Casa dell’Artista di Portacomaro.  Orario di apertura; tutti i giorni dalle 15,30/18, 00 anche su appuntamento. La mostra rimarrà chiusa al pubblico sabato 26 novembre per riprendere la normale attività domenica 27 novembre e prosegue fino all’11 dicembre

 

                                                                                       Comunicato stampa

ARTE.GO

 

edizionicharmant

   

 Casa dell’Artista Piazza R. Pinin 3  14037 Portacomaro

 

 

      LaboratorioFuoritempo@CasadellARTista

           Piazza Roggero Pinin 3

                 Portacomaro

         dal 09/12 al 11/12/2011

                                                                                   

 

 

 

 

 

                                                    Comunicati stampa

 

                                                                 SAT8.TV

arte.go.

                                               magazine.blomming.com

                                                 gazzetta d'asti

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Le opere ed i prodotti che vedete in questa pagina web e nei link allegati, sono frutto della mia creatività e del mio ingegno creativo. Inventate e realizzate da me, riciclando la  materia prima per poi trasformandola in prodotto. NON ESISTE LA VENDITA, i prodotti finali sono solo il frutto dell’applicazione del concept che avete appena letto, destinato ad esposizioni e pertanto nulla è venduto.

                                                                                                                      FRMMHL59H16A479Y

                             

                                    

   

 

 

 

 

 

 Rocco Papaleo al Teatro Manzoni Milano  15 maggio 2011

 

 

 

L'attore Giovanni Esposito, con una creazione di Cut the Canvas Design, in scena a Milano  con "Eduardo, più unico che raro"

 

 

 

 

                                                                                  

 

                           

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